venerdì 8 febbraio 2019

(Pedagogia) Umanesimo

ALBORI DELL'UMANESIMO



L’affermazione dell’Umanesimo e della sua proposta educativa in Italia pone numerose questioni di carattere storico. Il Medioevo appare ancora come un periodo lungo e oscuro della civiltà europea, durante il quale si sarebbe “conservato” il patrimonio intellettuale dell’età classica fino al “risveglio” che avrebbe dato vita alla modernità. Questa tendenza a svalutare il Medioevo cominciò a farsi strada con l’opera di alcuni intellettuali che animarono il vasto movimento poi definito con il termine Umanesimo; agli umanisti  stessi si può far risalire l’approccio negativo nei confronti del Medioevo. 

Come dicono gli umanisti l’uomo è un essere che si colloca tra la natura e lo spirito, dotato dell’una e dell’altro e dinamicamente capace di innalzarsi alle più alte vette dello spirito. Nella storiografia letteraria alcuni fanno risalire a Dante Alighieri l’avvio di motivi “umanistici” e “ rinascimentali”, soprattutto per via del contesto sociale ed economico della Firenze trecentesca nel quale l’opera di Dante si colloca. Sul piano letterario è tuttavia a Francesco Petrarca che la maggior parte degli studiosi attribuisce il ruolo di iniziatore della nuova corrente umanistica.


I primi umanisti si diedero a grandi ricerche negli archivi e nei fondi delle biblioteche e dai loro sforzi per ritrovare antichi manoscritti trascurati e studiare così i testi stessi nacque la moderna filologia, una delle acquisizioni di maggior rilievo dell’Umanesimo, anche sul piano educativo. Proprio lo studio filologico connotò infatti la ripresa dell’insegnamento delle lingue classiche, individuandolo come uno degli assi portanti dell’istruzione in età moderna.




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